Mostra fotografica di Dario Binetti

Da domani a domenica 18 Dicembre, lo studio “Denapoliarchitetti” (Via V.N. De Nicolò) ospita “Io è l’altro – The Sound Tour”, mostra fotografica di Dario Binetti a cura della compagnia ResExtensa e con la partecipazione di Elisa Barrucchieri. Vernissage domani alle 19. Francesco Carrassi e Andrea Savoia si esibiranno nella performance “Io è l’altro e il visibile”.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Bari, mostra “Io è l’altro – The sound Tour”

Mercoledì 14 Dicembre, alle 19, nello studio “Denapoliarchitetti”, in Via Vito Nicola De Nicolò 7 a Bari, inaugurazione della mostra fotografica di Dario Binetti “Io è l’ altro – The Sound Tour” a cura della compagnia di teatrodanza ResExtensa e con la partecipazione della danzatrice e coreografa Elisa Barrucchieri.  L’esposizione sarà visitabile sino a Domenica 18 dicembre.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Quando le immagini si fondono con il movimento: a Bari “Io è l’altro” la mostra di Dario Binetti

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Da mercoledì 14 dicembre a domenica 18 dicembre, lo Studio Denapoliarchitetti ospita “Io è l’altro – The Sound Tour“, una mostra fotografica di Dario Binetti a cura della compagnia di teatro-danza ResExtensa e con la partecipazione di Elisa Barucchieri: un corpo consapevole plasmato da una danza elegante e modernissima.

Dario Binetti, fotografo con cuore da poeta e mente da filosofo, imprime immagini con la forza di un pittore. Come se fossero radiografie vive, dinamiche e pulsanti, in cui scorre la vita, le fotografie in b/n dell’artista sono radiografie dell’eterno dialogo, dell’eterna danza tra mente e corpo. Nell’osservare le sue opere chi guarda non può restare indifferente. Quei corpi e quei volti impressi sulla pellicola, infatti, non rappresentano qualcosa che avviene al di fuori di noi bensì sono uno specchio dei moti che avvengono all’interno di ognuno di noi: tanto in profondità che di solito non riusciamo ad accorgercene.

Con “Io e l’altro” l’artista brindisino va dritto all’essenziale e getta lo spettatore in una danza fra visibile e invisibili, fra mente e corpo, fra spirito e anima. Restituendo sulla pellicola il dolore e la tensione ma anche la bellezza e l’estrema dolcezza e sensualità di questi mondi che si sfiorano. Elisa Barucchieri accompagna e raddoppia questa tensione portando la sua decennale esperienza e la sua raffinata e complessa qualità di danzatrice-performer.

Fonte: LSDmagazine

 

IO E’ L’ALTRO – The Sound Tour dal 14 al 18 dicembre 2016

Lo Studio [denapoliarchitetti] ospita la Mostra Fotografica di Dario Binetti a cura di ResExtensa. Il vernissage è previsto per mercoledì 14 dicembre 2016 alle ore 19,00. La mostra sarà aperta dal 14 al 18 dicembre dalle ore 18.00 alle 22.00.
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Corato attende la nuova vita di 13 piccoli edifici: a De Napoli il concorso Belvedere

 

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di Nicola Signorile

Le case minime di Corato hanno un futuro. Il concorso di idee bandito dal Consiglio nazionale degli architetti e dal ministero di Beni culturali è stato vinto da Mariangela De Napoli, alla guida di un gruppo in cui ritroviamo Francesca De Napoli (con la quale ha fondato cinque anni fa uno studio a Bari), Francesco Giardino e Annapaola De Gennaro. Il bando prevedeva che ogni gruppo partecipante annoverasse almeno un 35enne: loro hanno esagerato, la più «anziana» ha 36 anni. I progettisti, giovani se non giovanissimi, hanno battuto sulla linea di traguardo il ben più maturo ed esperto Massimo Alvisi (che peraltro giocava in casa) piazzatosi secondo con il suo gruppo.

 

La premiazione dei vincitori è avvenuta sabato scorso, a Venezia, al Padiglione Italia della Biennale, nell’ambito della Festa dell’architetto 2016. I primi premi sono dieci, perché dieci erano le aree urbane periferiche delle quali progettare la riqualificazione, individuate nel bando di concorso. Periferie di città grandi come Palermo (il famigerato Zen) e Reggio Calabria, e di piccoli centri come Santu Lussurgiu in provincia di Oristano o San Bonifacio (Verona). E nella decina c’è anche Ruvo di Puglia, con l’area dell’ex convento in rione Cappuccini (qui ha vinto il gruppo capitanato da Cristiana Vannini).

Il progetto di De Napoli risponde al tema della trasformazione decidendo di osservare e rispettare la memoria dei luoghi: le 13 case minime non vengono demolite – come previsto dal Piano del Comune per il quartiere Belvedere – ma ristrutturate con criteri di efficienza energetica e destinate a nuove funzioni: alimentazione, cultura e svago. Con la speranza che i «negozi di vicinato» possano convivere con attività capaci di attrazione per tutta la città. Nasce così uno spazio pubblico tenuto insieme da un disegno fortemente unitario e da una strategia compositiva semplice e solida. Il volume della casa subisce la traslazione di una facciata per creare spazi semiaperti. La nuova doppia parete, realizzata in esili pilastri di legno, è in realtà un diaframma permeabile che si piega alla sommità per diventare una pensilina e agganciare il tetto della casa. Negli interstizi fra i pilastrini si installano banconi, mensole e sedute, a seconda della funzione. Pur destinato ad un uso esclusivamente pedonale, il viale Arno conserva la sua natura di percorso principale, ma si sfrangia negli attraversamenti laterali, fra i tredici piccoli edifici, e così diventa piazza attrezzata.

Dunque, i progettisti De Napoli & C. hanno incontrato il favore della giuria nazionale presieduta da Simone Gheduzzi facendo leva su due strategie progettuali: il riuso e la memoria, che sono anche valori intimamente legati.

Il compendio di case minime – di cui il Comune prevede con il «Pruacs» (Piano di riqualificazione urbana a canone sostenibile) la demolizione per costruire nella stessa area 28 nuovi alloggi – risale al 1954, su richiesta della Comunità Braccianti di Bari. Le abitazioni furono costruite in cinque anni dal Falp, il Fondo addestramento professionale lavoratori, con il lavoro degli stessi assegnatari, impegnati nei «cantieri scuola». I «proprietari» – gente povera, braccianti appena diventati muratori per sostenere il boom dell’edilizia- avrebbero dovuto rimborsare nel tempo solo il costo dei materiali da costruzione. Iniziarono a pagare una rata mensile, ma dopo un po’ non pagarono più. Ne nacque un contenzioso durato decenni e concluso solo con gli sfratti più recenti. C’è stato un momento – era il 1973 – in cui il Comune di Corato, considerato che quelle famiglie non avrebbero mai più saldato i debiti, deliberò di acquistare tutte le case, ma anch’esso non pagò al Falp che pochi anni dopo veniva sciolto mentre il quartiere Belvedere finiva alla Regione. Bisognerà attendere il 1983 perché il Comune diventi a tutti gli effetti il «padrone di casa».

Nel corso di mezzo secolo quelle case minime, costruite poveramente, si sono degradate. Si è però consolidata nella periferia sorta sulla via di Gravina e nella intera città di Corato la memoria di un luogo di forte significato sociale. E cos’altro è la storia della città se non la storia degli spazi e dei cittadini che li costruiscono e li abitano? Il progetto vincitore a Venezia fa onore a questa idea.

Fonte: PiazzaGrande

Concorso periferie urbane: i 10 progetti vincitori

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Come sappiamo, la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP) del MiBACT e il CNAPPC a settembre scorso avevano bandito un concorso di idee per la riqualificazione di 10 periferie urbane. L’obiettivo era quello di promuovere 10 interventi di riqualificazione di aree periferiche allo stesso tempo incentivando il coinvolgimento di giovani progettisti (under 35).

Sabato scorso Federica Galloni, Direttore Generale per l’Arte e l’Architettura Contemporanee e le Periferie Urbane del MiBACT e Giuseppe Cappochin, Presidente del CNAPPC, presso il Padiglione Italia della Biennale Architettura 2016 (che sta per concludersi), hanno annunciato i progetti vincitori […].

Fonte: architetti.com

Periferie, Mibact premia la riqualificazione

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Sono on-line sulla piattaforma Concorrimi i nomi dei vincitori del Concorso di idee per la riqualificazione di  aree urbane periferiche che è stato bandito dalla Direzione Generale Periferie Urbane del MiBACT e  dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori […].

Fonte: DailyGreen

Rione Belvedere, quattro architetti ripensano le “case minime”

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Grazie al “Concorso di idee per la riqualificazione di dieci aree urbane periferiche”, il Comune ora dispone di un progetto per riqualificare l’area relativa alle cosiddette “case minime” di viale Arno […].

Fonte: CoratoLive

Periferie da risanare, dallo Zen di Palermo al Praissola di Verona: ecco chi ha vinto il concorso Mibact-Cna

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di Massimo Frontera
È arrivato all’aggiudicazione il concorso lanciato dal ministero dei Beni culturali insieme al Consiglio nazionale degli architetti. Concorso rivolto espressamente a giovani progettisti e finalizzato a realizzare interventi in dieci periferie urbane. L’esito che è stato comunicato sabato scorso sulla piattaforma concorrimi (utilizzata per la procedura) riguarda le prime nove località, mentre per la decima – a Villabate, provincia di Palermo (in sostituzione di Empoli) – l’esito sarà comunicato il prossimo 16 dicembre. L’annuncio è stato dato da Federica Galloni, direttore generale del ministero dei Beni culturali (direzione architettura contemporanea e periferie) e dal presidente degli architetti Giuseppe Cappochin nella seconda giornata della festa dell’Architettura presso il Padiglione Italia dell’Arsenale della Biennale di Venezia.
Il concorso ha raccolto 220 partecipanti, con progetti che la giuria (presieduta da Simone Gheduzzi) ha selezionato in base a elementi considerati prioritari, «che riguardavano in particolare gli aspetti compositivi e formali della proposta, intesi come qualità, innovazione e rapporto con il contesto urbano, le sue caratteristiche funzionali, quali la capacità di riuso o rifunzionalizzazione e le prestazioni dei servizi, le specificità tecnologiche legate alla sostenibilità sociale, economica ed ambientale e la sicurezza, e in ultimo, la capacità di valorizzare l’area, ovvero gli effetti virtuosi previsti su scala urbana». I progetti saranno donati agli enti locali. I sindaci, in sede di selezione, hanno assunto l’impegno di affidare ai vincitori i successivi approfondimenti progettuali finalizzati alla realizzazione degli interventi[…].